(voce maschile fuori scena)
“Signori e signore della giuria… domandatevi… domandatevi pure…: come può una donna di tal esile statura, aver da sola compiuto un simile ‘lavoro’, così cruento e pur così faticoso. Come può aver fatto tutto questo in meno di mezz’ora? Perché tanto era il tempo che la domestica impiegava a tornare. Certamente signori, il figlio l’ha aiutata!”
(Pausa) Ancora ricordo la voce dell’avvocato dell’accusa, ancora ne odo il tono stride, ancora avverto l’odio, la rabbia irrefrenabile che dal fondo dello stomaco risaliva su e mi pervadeva i sensi, quella rabbia che provavo quando quel verme pronunciava il nome di Giuseppe mio figlio. Continua a leggere