Siamo tutti diversamente abili

Mercoledì ore 16:00, avevo appena finito di lavorare, o meglio, ero letteralmente scappato da lavoro senza nemmeno finire le ultime cose. Dovevo andare alle prove dello spettacolo, dovevo correre. Pochi giorni e avrei messo in scena il mio primo spettacolo teatrale. Chi l’avesse mai detto! Su su… via dalla strada… ops… scusi.. insomma, sì, mi sbrigavo ma non correvo… volevo arrivarci alle prove, erano mesi che ci lavoravo… “eh che proprio oggi devo fare l’incidente?” mi sentivo già le voci dire “il destino!… c’aveva lavorato tanto a quello spettacolo…” no, no, io ci volevo arrivare sano e salvo, ci volevo arrivare a quel giorno e tutto sarebbe stato perfetto.

Il cellulare?! chi è che rompe? lo dico sempre io, “Il cellulare deve essere una mia comodità, non una comodità degli altri!” pensai per un attimo di ignorarlo. Troppo spesso mi dico che dovrei ignorarlo, poi vuoi la curiosità, vuoi quel timore di perdere quella telefonata che magari è importante, che magari poi ti penti di aver ignorato, e così lo guardi, il telefonino e pensi: “…vediamo almeno chi è…”.

Massimo!? eppure non ero in ritardo “Pronto… ciao Luca, non venire a casa, vieni in via D’Annunzio… troverai un cancello bianco, mi trovi lì… poi dopo andiamo a casa mia.” Un attimo e capii che si trovava in quel posto di cui parlava spesso, era un’associazione per ragazzi disabili. Mi chiesi perché mi faceva andare lì, ma non me ne preoccupai poi tanto, in fondo ero sempre stato incuriosito dalle sue attività. Continua a leggere